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T.U. Edilizia - Nuove disposizioni in materia di impianti
T.U. Edilizia - Nuove disposizioni in materia di impianti

Il 1° luglio 2006, salvo ulteriori proroghe o sospensioni, entrerà in vigore il Capo V “Norme per la sicurezza degli impianti” del D.P.R. 6 giugno 2001, n° 380 (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia).
Il capo V del DPR 380/2001, negli articoli da 107 a 121, trascrive e modifica la legge n° 46/90, introducendo importanti novità.
Vediamo allora quali sono le notizie buone e quelle meno buone.
La prima è che l’articolo 107 (riportato in calce) estende il campo di applicazione della legge n° 46/90 a TUTTI I TIPI DI IMPIANTI in TUTTI I TIPI DI EDIFICI, indipendentemente dalla loro destinazione d’uso.
Ciò significa che mentre finora in un edificio industriale solamente gli impianti elettrici erano soggetti alla legge 46/90, e tutti gli altri impianti ricadevano nel suo ambito applicativo solo se installati in edifici civili, in futuro anche ascensori, impianti di rivelazione incendi, climatizzazione, ecc. installati in ogni edificio, anche non civile, ricadranno nel campo di applicazione delle nuove norme.
Questo comporta quindi il rilascio della dichiarazione di conformità ai sensi della legge 46/90 per tutti i lavori di trasformazione, modifica, ampliamento e manutenzione straordinaria, anche per gli ascensori installati in edifici non civili.
Ribadiamo, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che ciò non vale per l’installazione di ascensori nuovi, in quanto soggetti alla Direttiva 95/16/CE, per i quali occorre il rilascio della dichiarazione di conformità CE ai sensi dell’articolo 6, comma 5, del DPR n° 162/99.
La seconda novità è che all’articolo 112, comma 3, viene reso obbligatorio - per legge - l’impianto di terra per tutti gli impianti realizzati prima del marzo 1990 in tutti gli edifici, vanificando le passate polemiche sulla validità giuridica del regolamento di attuazione rispetto alla legge 46/90, e costringendo di fatto anche chi si era “accontentato” di adeguare gli impianti con lo sconto concesso dall’articolo 5, comma 8, del DPR 447/91,
installando semplicemente un interruttore differenziale, a rivedere (e spesso a riprogettare e/o rifare interamente) l’impianto elettrico dell’edificio.
Le modalità con cui gli impianti dovranno essere adeguati saranno definite con successivo decreto del MAP (del resto a noi italiani piace adottare “per decreto” ciò che avrebbe dovuto essere fatto nel rispetto della regola dell’arte vigente).
L’articolo 118 introduce (o meglio ribadisce) l’obbligo da parte dei Comuni, ASL, VV.F. e ISPESL, di effettuare le verifiche su tutti gli impianti (esclusi gli ascensori, che seguono la propria normativa specifica,ed esclusi anche quegli impianti di cui al DPR 462/01 per i quali le verifiche periodiche biennali o quinquennali sono svolte da tecnici delle ASL o di organismi abilitati dal Ministero delle Attività produttive), avvalendosi della collaborazione dei professionisti iscritti negli appositi elenchi. Le modalità con cui saranno
eseguite le verifiche saranno stabilite con successivo decreto di attuazione.
Si segnala, inoltre, che il DM 24/11/04 ha istituito l’Albo dei soggetti in possesso dei requisiti tecnico professionali presso le CCIAA, che entrerà in vigore con l’articolo 109 del DPR 380/2001 . Tutti i responsabili tecnici già in possesso dei suddetti requisiti, per continuare ad operare, dovranno fare domanda per l’inserimento nel suddetto Albo, con modalità che saranno definite dalle Camere di Commercio. Si tratta di un ulteriore adempimento a carico delle imprese.
Ora veniamo alle perplessità, e cioè alle notizie meno buone.
Nell’articolo 108 (riportato in calce), che si occupa dell’abilitazione dei soggetti, troviamo due spunti di riflessione.
Il primo è che al comma 3 del suddetto articolo, a proposito dell’abilitazione delle imprese di installazione e manutenzione degli impianti, viene sancito: “Sono, in ogni caso abilitate all’esercizio delle attività di cui al comma 1, le imprese in possesso di attestazione per le relative categorie rilasciata da una Società organismo di attestazione (SOA)”. A nessuno sfugge che tale attestazione rilasciata da una SOA ha poco a che fare con le capacità tecniche dell’impresa ad eseguire gli impianti, i quali finirebbero per essere subappaltati. Sarebbe quindi opportuno se si potesse cancellare questa possibilità, in modo che ognuno si possa dedicare al proprio mestiere.
Il secondo spunto di riflessione lo troviamo al comma 4 dello stesso articolo, per la cui lettura si rimanda al testo riportato in calce, il quale in sostanza sente il dovere di “abilitare” specificamente al collaudo ed alle verifiche di conformità alle norme vigenti, per gli impianti di cui all’articolo 107, comma 1, lettera f (ovvero ascensori, montacarichi, scale mobili e simili), i professionisti iscritti negli albi professionali e inseriti negli appositi elenchi istituiti presso le CCIAA ai sensi dell’ormai noto DPR 447/91.
Questo punto sembra in contrasto con quanto stabilito dall’articolo 13 del DPR n° 162/99 in materia di verifiche periodiche, e con quanto ribadito agli articoli 2, comma 1 e 3 del DM 26/10/05 in materia di applicazione della norma UNI EN 81-80 per il miglioramento della sicurezza degli ascensori esistenti.
La confusione su questo punto specifico potrebbe generare un improvviso quanto improvvido proliferare di “esperti” in materia.
In previsione dell’imminente entrata in vigore in via definitiva del richiamato Capo V in materia di sicurezza degli impianti, sarebbe opportuno che presso le sedi competenti siano chiariti questi e altri punti controversi di un dispositivo normativo importante come la legge n° 46/90 che, a 16 anni dalla sua pubblicazione, mentre attende ancora di essere applicata in alcune sue parti, inizia a segnare il passo.

Autore / Fonte: Netboom